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Laudario di Cortona

laude novella sia cantata
immagini tratte dalle note allegate all'incisione dell' Ensamble Microloguswww.micrologus.it

Il Laudario di Cortona è un manoscritto risalente a circa il 1250, ms n. 91 dell'archivio Cortonese, che raccoglie testi e musiche di alcune laudi. É a tutti gli effetti il più antico manoscritto musicale italiano con testi in lingua volgare.

Nella sua prima parte costituita da 122 pagine raccoglie 45 laudi, con testo in volgare del XIII secolo, melodia sul ritornello e sulla prima strofa di ciascuna lauda (con la sola eccezione della quinta).
La musica è scritta in notazione quadra neumatica, secondo l'uso gregoriano nelle due chiavi di Do e di Fa. Il rigo è il tetragramma gregoriano, a volte anche di soli due o tre righi, a seconda dell'estensione della lauda.
La seconda parte del manoscritto, di formato leggermente inferiore, inizia con l'indice delle laudi della prima parte, aggiungendo il testo senza musica di altre 19. Tra le due sezioni sono inserite altre dieci pagine con altre due laudi complete di musica. In totale quindi le melodie sono 46.

tropo perde il tempo

Troppo perde ‘l tempo ki ben non t’ama,
dolç’amor, Iesù, sovr’ogn’amore!


Amor, ki t’ama non sta otïoso,
tanto li par dolçe te gustare,
ma tuttasor vive desideroso
come te possa strecto più amare,
ke tanto sta per te lo cor gioioso;
ki nol sentisse nol saprie parlare
quant’è dolç’a gustar lo tuo savore.

Nella raccolta del manoscritto di Cortona, la tradizione attribuisce due laudi: Troppo perde 'l tempo ki ben non t'ama e Oi me lasso e freddo lo mio core, a Jacopone da Todi. Non si sa se nella sua vita si sia occupato di musica e se questa attribuzione sia autentica, tuttavia una riflessione sulla lauda medioevale non lo può assolutamente ignorare.


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© realdo uberti